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IoT: ARIA-G25 di ACMEsystems

ariag25_euro

ARIA G25 è un SOM (system on a module) disegnato da Sergio Tanzilli e Roberto Asquini di ACMEsystems, che in un quadrato di 40mm di lato vi mette a disposizione:

  • CPU: ARM9 @ 400Mhz on Atmel AT91SAM9G25 SoC
  • RAM: 128 or 256 MByte DDR2
  • LAN: 10/100 Mbit
  • USB: up to 3 host ports:
    • one hi-speed host/device
    • one hi-speed host
    • one full-speed
  • UART: up to 6 serial lines
  • I2C: up to 2 I2C buses
  • SPI: up to 2 SPI buses
  • GPIO: up to 60 GPIO lines
  • A/D: up to four channel @ 10 bit

Questo modulo presenta pin passo 1,27 sui quattro lati, ma per giocarci è sufficiente acquistare l’evaluation board TERRA G25

terra

oppure se siete smanettoni c’è una splendida board per prototipaggio chiamata ovviamente BERTA (come il cannone della grande guerra?)

BERTA

A corredo abbiamo Linux Debian con Kernel 3.11, disponibile pronto da mangiare su SD CARD.

IoT : Seeeduino Stalker

Questa board xduino non è la più veloce nè quella con più memoria, essendo basata sul “solito” ATMEL ATmega328P ma integra diverse caratteristiche che la rendono un candidato ideale per realizzare sistemi wireless di raccolta dati.

Seeduino_Stalker_v2.2

Questa board é equipaggiata con:

  • un socket per dispositivi Bee (WiFiBee, BluetoothBee, Xbee, GPSbee, RFbee ecc) per avere connettivitá wireless
  • un socket SDcard per dotare la scheda di una quantitá anche rilevante di memoria
  • Connettore per accumulatore LiPo e per pannellino fotovoltaico, con un regolatore di carica on-board.
  • RTC con batteria tampone

700px-Stalker_v2.2_diagram

Utilizzando un modulo XBee é possibile riprogrammare il microcontrollore da remoto!

La scheda ha tutto quello che serve per implementare un Wireless Sensor Network node. Il produttore fornisce anche la batteria, il pannello fotovoltaico, un contenitore stagno ed altri accessori.

Per informazioni vedere il sito del produttore

 

 

 

 

IoT: hardware #2

Anche la scheda MIZAR32 prodotta da SimpleMachines è una valida alternativa per l’IoT.

Mizar32_front_small
Per soli 40Euri portate a casa una board con le seguenti caratteristiche:

Processor AVR32 UC3 66Mhz

512K Flash RAM

64K Fast Internal RAM

32M SDRAM

Embedded Hardware interfaces

  • MicroSD
  • USB
  • JTAG
  • Add-on Bus connectors 1-6

Interfaces on Add-on Bus

  • 12 General Purpose I/O pins
  • 2 UARTs: one basic, one with modem control signals
  • 2 SPI
  • I2C interface with 2-way splitter
  • 8 ADC inputs
  • 7 PWM outputs
  • 3 high-resolution timers
  • Ethernet

Optional Stacked Modules

  • RS232 / RS485 on first serial port
  • Ethernet & RTC
  • VGA display based on the Propeller 8-core CPU
  • 16×2-char LCD display based on the 16F84 PIC
  • Xbee Module
  • PHT protoboard
  • SMD protoboard

La scheda è programmabile in eLUA (la versione embedded del linguaggio LUA) utilizzando l’IDE Goat.

IoT: hardware

L’Internet delle Cose presuppone l’esistenza di dispositivi che possano collegare ad Internet le Cose: piccoli (nel senso delle dimensioni) sistemi a microprocessore dotati di interfaccie di I/O per acquisire informazioni dal mondo esterno e per comandare attuatori in grado di interagire con lo stesso. Questi sistemi a microprocessore (ovviamente) devono essere collegati alla rete.

Possiamo suddividere questi dispositivi in due grandi famiglie: quelli basati su tecnologia xxduino e quelli basati su linux (o android).

xduino

Il capostipite di questa famiglia è ovviamente la creatura di Massimo Banzi, alla quale si sono ispirati altri prodotti (Seeduino, Freeduino, Olimexino-328, Rainbowduino solo per citarne alcuni) ed altri progetti che, condividendo alcune scelte tecniche di Arduino (un IDE di utilizzo immediato, le dimensioni della board ed i connettori) hanno alzato il tiro creando schede basate su microcontrollori molto più potenti ( Maple STM32 della Leaflabs, Chipkit PIC32 della Microchip) che hanno ispirato  Olimexino-STM32 e Pinguino-PIC32 della Olimex.

linux (o android)

Altri produttori invece sono partiti con piattaforme hardware in grado di supportare una distribuzione Linux su schede poco più grandi di una carta di credito, tra le più famose:

  • Raspberry PI
  • Olinuxino
  • BeagleBone
  • Cubieboard
  • FoxBoard

… e non è finita!

Dal momento che l’appetito viene mangiando, qualcuno ha pensato bene di unire i due mondi, sono nati quindi dei progetti che integrano sulla stessa board su sistema Arduino ed un sistema Linux

  • ArduinoYun
  • pcDuino

ArduinoYunFront_2_450px

 

Inoltre gli stessi creatori di Arduino hanno messo in cantiere la versione TRE, basata su un potente microcontrollore ARM, anche Intel si è buttata nella mischia con la sua board GALILEO, ed anche un altro big del silicio (Renesas) è uscita con una potente scheda Arduino compatible : Sakura!

sakura-board

 

 

 

Internet of Things

The Internet of Things (or IoT for short) refers to uniquely identifiable objects and their virtual representations in an Internet-like structure. The term Internet of Things was proposed by Kevin Ashton in 1999.[1] The concept of the Internet of Things first became popular through the Auto-ID Center at MIT and related market analysis publications.[2] Radio-frequency identification (RFID) was seen as a prerequisite for the Internet of Things in the early days. If all objects and people in daily life were equipped with identifiers, they could be managed and inventoried by computers.[3][4] Besides using RFID, the tagging of things may be achieved through such technologies as near field communication, barcodes, QR codes and digital watermarking.[5][6]

Equipping all objects in the world with minuscule identifying devices or machine-readable identifiers could transform daily life.[7][8] For instance, business may no longer run out of stock or generate waste products, as involved parties would know which products are required and consumed.[8] A person’s ability to interact with objects could be altered remotely based on immediate or present needs, in accordance with existing end-user agreements.[3]

According to ABI Research more than 30 billion devices will be wirelessly connected to the Internet of Things (Internet of Everything) by 2020.[9] Cisco created a dynamic “connections counter” to track the estimated number of connected things from July 2013 until July 2020 (methodology included).[10] This concept, where devices connect to the internet/web via low power radio is the most active research area in IoT.

From Wikipedia, the free encyclopedia